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Guida pratica per la tesi di laurea
© 2001 - Il Volume

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Indice

Introduzione
Termini utilizzati
Come iniziare...
Salvare il documento
Iniziare a scrivere
Iniziare il testo a pagina nuova
Numeri di pagina
Note a piè di pagina
Numerazioni automatiche
Tabulazioni
I caratteri
Documento su più file
Grafica e forma
Struttura della tesi


Questa breve guida vuole essere un aiuto a chi si appresta a realizzare la propria tesi da solo. Proporremo alcuni consigli e suggerimenti sia dal punto di vista tecnico (usare un programma di videoscrittura) sia dal punto di vista della forma (indici, note, bibliografia).

In questa guida si farà riferimento al software più diffuso tra privati e università e cioè Word della Microsoft, nella versione 2000.

Non è, comunque, un corso su Word ma semplicemente un vademecum per la stesura della tesi di laurea così che possiate evitare errori e problemi sia durante la battitura, sia in fase di stampa. Per approfondire gli argomenti e le funzioni utilizzate fate riferimento alla guida in linea di Word.

Termini utilizzati

Per paragrafo (simbolo: ¶) si intende il testo compreso tra due ritorni a capo.

(esempio)


Lo status di ater nella lingua latina è molto interessante: ci consente, infatti, di capire in che modo l’uomo antico, in particolare l’uomo latino, si disponeva a percepire la sfera del sensibile, quali impressioni ne riceveva, quali scelte lessicali operava al fine di comunicarle.¶

Per carattere si intende qualsiasi lettera, numero o simbolo utilizzato nel testo compresi lo spazio e i segni di punteggiatura.

La formattazione è l’insieme delle caratteristiche del carattere o del paragrafo. Esiste infatti una formattazione del carattere che riguarda la grandezza (corpo), il tipo (Times, Arial, ecc.), lo stile (grassetto, corsivo, ecc.) ed una formattazione del paragrafo che riguarda l’allineamento (destra, sinistra, centrato, giustificato), l’interlinea (spazio bianco fra le righe), la spaziatura, ecc.

Per vedere quali parametri di formattazione sono disponibili guardate in Formato>Carattere oppure in Formato>Paragrafo.

Gli stili in Word memorizzano, sotto un unico nome, le formattazioni di paragrafo e di carattere per poter essere modificate ed utilizzate più facilmente. Ad esempio possiamo definire lo stile Titolo1 con tutte le formattazioni utili per scrivere i titoli principali, poi lo stile Titolo2, ecc. Così anche per il testo, per le note, ecc. Word fornisce degli stili già pronti che possono essere modificati.

Le tabulazioni permettono di allineare il testo in punti predefiniti. La tabulazione si applica con il tasto alla sinistra della lettera Q (quello con 2 frecce contrapposte).

I margini sono i limiti entro i quali si scrive il testo.

Le intestazioni e piè di pagina sono delle zone al di fuori dei margini del testo dove, di solito, si inseriscono i numeri di pagina ed eventualmente delle diciture di riferimento (titolo del capitolo o della sezione, ecc.)

I rientri fanno parte della formattazione di paragrafo e permettono di far iniziare o finire un blocco di testo in maniera diversa dai margini (l’esempio del paragrafo, sopra, è scritto con i rientri modificati).

Le sezioni sono parti del documento e servono per dividerlo dando la possibilità ad ogni sezione di avere una impaginazione diversa.

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Come iniziare…

La prima cosa da fare è impostare il formato della pagina. Scegliere File>Imposta pagina… Controllare nella scheda Dimensioni che la Dimensione della pagina sia A4 (21 x 29,7 cm) in quanto è il formato standard della carta per fotocopie.
Nella scheda Margini impostare i valori dei margini in cm lasciando più margine a sinistra (almeno 1 cm in più del valore di destra) per la rilegatura oppure impostare tale valore direttamente nel campo Rilegatura.
Successivamente impostare i valori della distanza dal bordo dell’intestazione e del piè di pagina. Questi valori devono essere inferiori al margine relativo. Per esempio se abbiamo impostato il margine superiore a 3 cm la distanza dal bordo dell’intestazione deve essere minore di 3 cm, di solito 1 cm di meno. Questi valori possono essere modificati anche in seguito anche se causano una reimpaginazione del testo. È quindi meglio evitare di farlo a tesi finita. La soluzione migliore è stampare alcune pagine di prova dopo aver scritto un po’ di testo così da verificare l’effetto grafico dell’impaginazione.
Se dovete stampare in fronte e retro dovete spuntare la casella Pagine affiancate altrimenti in fase di stampa le pagine risulteranno sfalsate. Scegliendo questa opzione le caselle dei margini Sinistra e Destra cambieranno in Interno ed Esterno.
Attenzione! Se state modificando i margini a tesi già battuta ed avete utilizzato le interruzioni di sezione, controllate che i valori modifichino l’intero documento o solo la sezione attiva, secondo le esigenze.

Uno degli errori più diffusi è quello di impostare i margini in un modo e poi digitare tutto il testo con un rientro costante (a sinistra o a destra). Per evitare il problema spuntate la casella limiti del testo nel menù Strumenti>Opzioni… che vi permette di vedere a video i margini.

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Salvare il documento

Una delle cose più importanti è salvare spesso il documento per evitare che problemi al computer vi facciano perdere una parte del lavoro già fatto.
Salvate, quindi, spesso ma disabilitate il salvataggio automatico Strumenti>Opzioni>Sal­va>Salva automaticamente ogni… per evitare che, mentre state “combinando qualche guaio” il computer ve lo salvi a vostra insaputa.

Un consiglio è quello di salvare, ogni tanto, con nomi diversi (es: tesi01.doc, tesi02.doc, ecc.), soprattutto prima di qualche modifica importante di cui non siete sicuri del risultato. In questo modo potete sempre tornare alla versione precedente e comunque avete una cronologia del lavoro svolto, individuando sempre qual è il file più recente.
Ricordatevi di fare delle copie di backup dei file su floppy, su cd o su un altro computer.
Evitate di tenere l’originale della tesi su floppy perché è un supporto poco affidabile.

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Iniziare a scrivere

A questo punto si può iniziare a digitare il testo. Fatelo, però, dopo aver definito gli stili da utilizzare.
Cominciate con lo scrivere, ad esempio l’inizio del primo capitolo, senza preoccuparvi della formattazione. Successivamente impostate le formattazioni necessarie al titolo e al testo e definitene gli stili oppure utilizzate gli stili già pronti di Word.
Man mano che proseguite nella stesura del testo, la prima volta che dovrete usare qualche formattazione diversa come può essere una nota a piè di pagina, un elenco rientrato, una didascalia di una figura, ecc. impostate uno stile nuovo.
In questo modo potete successivamente cambiare tutta l’impaginazione con poca fatica.

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Iniziare il testo a pagina nuova

Un errore tipico è quello di utilizzare il ritorno a capo (invio o enter) per far scorrere il testo nella pagina successiva. Nel caso sia necessario fare delle correzioni, anche piccole, è possibile che l’intero documento scorra, facendo risultare alcuni titoli in fondo alla pagina anziché all’inizio di quella successiva.
Per evitare il problema basta posizionarsi all’inizio della riga che deve iniziare a pagina nuova e scegliere Inserisci>Interruzione>Di pagina.

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Numeri di pagina

L’unica accortezza è di non farli troppo vicini al bordo esterno impostando un adeguato valore in File>Imposta pagina… piè di pagina oppure intestazione.
Si possono presentare casi in cui la numerazione non è progressiva. Le soluzioni possono essere diverse.
1) Intere sezioni con numerazione diversa. Per esempio una prefazione oppure degli allegati in cui si usa una numerazione con numeri romani. In questo caso bisogna usare una interruzione di sezione.
2) Alcune pagine extra documento. Per esempio vanno inserite delle fotocopie esterne al documento. Una soluzione rapida, se le pagine da inserire non sono molte, può essere quella di inserire dei salti pagina (Inserisci>Interruzione>Di pagina) in modo che il testo riprenda con la numerazione sequenziale giusta. In fase di stampa i fogli bianchi vanno sostituiti con le fotocopie. Se le pagine sono molte occorre fare delle interruzioni di sezione e modificare il numero di pagina. Per esempio se l’ultima pagina è la n. 10 poi devono essere inserite 5 pag., il testo deve continuare dalla 15, si procede in questo modo:
Inserisci>Interruzione>Pagina successiva
Inserisci>Numeri di pagina>Formato…>Cominica da…
e inserire 15.

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Note a piè di pagina

L’unico problema delle note a piè di pagina è che possono saltare pagina. Avere, cioè, il riferimento nel testo in una pagina e la nota nella successiva.
In alcuni casi è inevitabile per mancanza di spazio in una o nell’altra pagina e Word si comporta in maniera corretta; in altri però Word potrebbe lavorare meglio ma non lo fa.
Per fortuna il programma un po’ ci aiuta lo stesso e per individuare al volo le note slittate in un altra pagina si guarda la riga che separa il testo dalle note. Se la riga è corta, allora le note sono tutte nella pagina giusta; se la riga è lunga, almeno una nota o parte di essa è slittata di pagina.
In caso di note slittate di pagina l’unica soluzione è una correzione “a mano”, cioè far saltare le righe di testo tra una pagina e l’altra in modo da adattare meglio le note.
Per esperienza si è visto, però, che utilizzando un’interlinea Esatta (vedi Formato>Paragrafo) invece di Semplice, 1,5, Doppia o Multipla, si evita completamente il problema. L’unico inconveniente è che l’interlinea Esatta richiede un valore in punti tipografici poco comprensibile ai più. Se la si vuole utilizzare ci si può comunque servire di un metodo poco ortodosso ma pratico: provare su un po’ di testo l’effetto che fa. Considerando che l’interlinea è lo spazio bianco tra due righe e che in punti tipografici è espresso anche il corpo del carattere scelto, utilizzando un Times corpo 14, l’interlinea Esatta equivalente a quella Semplice
è più e meno 14 + 2, quella doppia 28 + 4, ecc., oppure potete utilizzare valori diversi per comporre il numero di righe che vi serve nella pagina.

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Numerazioni automatiche

Word permette di numerare automaticamente capitoli, paragrafi, elenchi oppure inserire riferimenti incrociati. Il nostro consiglio è, se possibile, di evitare gli automatismi.
Utilizzateli solo in caso dobbiate compilare una tesi con una struttura estremamente complessa (numerosi capitoli, sottocapitoli, sotto-sottocapitoli, ecc.) e prevediate che durante la battitura vi occorra spostare blocchi interi di testo, e anche in questo cosa consultate bene il manuale perché un errore può far perdere più tempo di quello che si è guadagnato.

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Tabulazioni

Per allineare un elenco o una parte di testo non usate mai una serie di spazi. Gli spazi non devono essere mai più di uno. Usate, invece, le tabulazioni.
I marcatori delle tabulazioni sono visibili in alto, subito sopra il testo, nella barra bianca numerata. Sono delle specie di L orientate in modo diverso (generalmente verso destra). Premendo ripetutamente alla sinistra della barra numerata, dove compare il simbolo della tabulazione, cambia il modello: verso destra, centrato (T rovesciata), verso sinistra (L speculare) ed altri, fino a ritornare alla prima.
Scelto il modello (es. verso destra) cliccare sulla parte bianca della barra numerata per inserire la tabulazione. Una volta impostata premendo il tasto della tabulazione il cursore si posizionerà proprio sotto il marcatore e comincerà a scrivere da quel punto. Potete inserire più tabulazioni e potete spostarle in qualsiasi momento.
La tabulazione verso sinistra e centrata, hanno la stessa funzione di quella verso destra, solo che scrivono a partire dal marcatore, rispettivamente verso sinistra e centralmente.
Se si vogliono inserire tabulazioni con riempimenti (puntini, riga, ecc.) impostare i valori e le opzioni in Formato>Tabulazioni…

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I caratteri

Di solito per la stesura di una tesi si utilizzano i caratteri standard forniti con il sistema operativo e cioè: Times New Roman, Arial, Courier.
Se utilizzate questi font (così si chiamano i set di caratteri di un computer) non avrete nessun problema a trasferire il vostro file su altri computer. Se però volete utilizzare altri tipi di caratteri potete farlo benissimo ricordandovi, quando salvate per trasferire il file su un altro computer, di incorporare i caratteri nel documento.
Per farlo andate in File>Salva con nome…  nel menù Strumenti>Opzioni generali… spuntate la voce Incorpora caratteri true type ma non la voce Incorpora solo caratteri in uso.
Fatelo solo quando trasferite il documento su un altro computer perché il file avrà dimensioni maggiori.

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Documento su più file

Il consiglio è quello di avere tutto il documento su un unico file senza spezzarlo. Alcuni, infatti, lo dividono in parti diverse creando un file per capitolo o anche più. Occorre dividerlo solo nel caso il documento diventi troppo grande per poterlo gestire (bloccando a volte anche il computer) e comunque, senza esagerare.
Dividere il documento, infatti, può essere causa di errori, ad esempio quando, correggendo una parte del testo, si riducono il numero delle pagine e ci si dimentica di rinumerare i file che seguono. Oppure, e questo è il caso più frequente, complica il lavoro quando, per esempio, si devono fare delle correzioni sull’intero documento, obbligando a ripetere le correzioni su tutti i file invece di utilizzare funzioni come Sostituisci…
Se il computer è in grado di elaborare facilmente il documento, anche se molto complesso, ma le dimensioni in byte del file sono superiori alle capacità di un floppy, è meglio servirsi di utilities come WinZip (vedi la sezione download del sito) che permettono di comprimere il file e di registrarlo su più floppy.
Molti dei consigli e accorgimenti qui riportati non solo servono per una migliore e più corretta elaborazione del documento ma soprattutto permettono di spostare il documento su altri computer riducendo notevolmente i problemi.
Word, infatti, ha la pessima abitudine di reimpaginare il documento ad ogni apertura del file e in base alla stampante selezionata. Non solo, quindi, è possibile che il documento sia impaginato diversamente tra un computer e l’altro ma perfino sullo stesso computer cambiando stampante e addirittura anche solo cambiando le impostazioni nel driver di stampa (ad esempio la risoluzione di stampa). Quindi fate molta attenzione. Prima di stampare siate sicuri che le impostazioni di stampa siano quelle definitive e date un’ulteriore occhiata al documento.

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Grafica, e forma

La tesi di laurea è, in sostanza, un libro. Un libro che lo studente elaborerà su un tema attinente alla disciplina studiata. Il tema verrà poi discusso davanti alla Commissione giudicatrice. La tesi, quindi, deve avere un aspetto e una forma seria, rigorosa, chiara, funzionale ma non per questo banale o scontata. L’insieme degli elementi deve essere, di conseguenza, omogeneo, senza eccessi, ma allo stesso tempo non monotono.
Per ottenere un risultato che potremmo definire editoriale, non occorrono abilità particolari, ma semplicemente un po’ di buon gusto e un po’ di cura per i particolari “giusti”.
È evidente che ogni tesi è diversa dall’altra. A seconda della facoltà e dell’argomento trattato, ogni tesi può presentarsi in maniera diversa. Ad esempio, una tesi in Filosofia potrà essere notevolmente diversa, da un punto di vista grafico, da una tesi in Ingegneria Elettronica, pur mantenendo una somiglianza di fondo.
La differenza grafica più evidente rispetto ad un libro pubblicato è il formato e la stampa monolaterale. Non credo che si riesca a trovare in commercio un libro tematico in formato A4 stampato solo sulle pagine destre!

Margini
I margini creano una “gabbia” entro cui far scorrere il testo. Questa gabbia rettangolare non deve essere eccessivamente quadrata né eccessivamente allungata da creare una colonna troppo stretta e alta. (vedi anche Come iniziare…)

Intestazioni e piè di pagina
Evitate, in queste zone, di inserire troppo testo o elementi grafici. In genere vanno inseriti elementi funzionali alla consultazione, come, appunto, numeri di pagina o riferimenti al titolo del capitolo, della sezione, ecc. Questi elementi non devono però appesantire troppo la pagina né attirare troppo l’attenzione rispetto al testo. Usate, per esempio, caratteri più piccoli del corpo del testo oppure linee di separazione (anche se è meglio evitarle) sottili.

Numeri di pagina
Il posto migliore per i numeri di pagina è in basso o in alto a destra (o esterni per impaginazioni fronte/retro) perché sono più facilmente consultabili sfogliando il volume. Una soluzione alternativa può essere quella di centrarli rispetto alla pagina. Comunque non vanno mai a sinistra (o all’interno). (vedi anche Numeri di pagina)

Caratteri
Quello che qualifica graficamente una tesi è, principalmente, il carattere usato per il testo.
In linea di massima i caratteri si dividono per famiglie: con grazie e senza grazie (per grazie si intendono i tratti terminali delle varie lettere). I più famosi font (così si chiamano i set di caratteri installati in un computer) di sistema di un PC sono il Times New Roman (con grazie) e l’Arial (senza grazie). Esistono numerosissimi altri tipi di font, sia delle stesse famiglie, sia di altre (script, decorativi, ecc.)
Come regola generale evitate di usare più di 2 tipi di font nello stesso documento. Ed inoltre evitate caratteri particolarmente elaborati e creativi. Per differenziare graficamente le varie parti del testo (titoli, corpo, note, ecc.) usate gli stili del carattere (grassetto, corsivo, maiuscoletto, ecc.) Questo per dare uniformità al testo e soprattutto facilità di lettura.
Nelle famiglie con grazie esistono altri tipi di font molto usati nell’editoria come Garamond o Bodoni, così come in quelli senza grazie come Helvetica o Futura. Le differenze, a volte, sono talmente minime che solo un occhio esperto nota la differenza. La scelta di un carattere diverso dal Times o dall’Arial potrebbe però creare problemi quando si trasferisce il documento su un altro computer sprovvisto del font usato (vedi anche…).
La scelta del font, comunque, è molto importante perché ha una valenza comunicativa e va valutata in base all’argomento trattato.
Il Times è un carattere che dà un’idea di classicità ed eleganza e va benissimo per la maggior parte degli argomenti, soprattutto quelli a contenuto umanistico.
L’Arial è invece più freddo, ma ha anche un aspetto più deciso, pratico, adatto per essere usato in tesi tecnico-scientifiche.
Si hanno buoni risultati grafici anche utilizzando contemporaneamente l’Arial ed il Times. Ad esempio si può usare l’Arial per i titoli ed il Times per il testo ed anche viceversa.
(vedi anche I caratteri)

Uso del colore
Evitate di usare il colore nel testo e possibilmente anche nei titoli: appesantisce la grafica e probabilmente rende più difficile la lettura. Usatelo, invece, dove può migliorare la comunicazione come, ad esempio, nei grafici, foto, tabelle (senza esagerare), diagrammi, ecc.

Altri consigli sul testo

Sillabazione. Essendo impaginato su un foglio A4, per il testo della tesi non è necessario attivare la sillabazione automatica. Soprattutto non inserite i trattini manualmente perché in caso di spostamento del testo potreste ritrovarvi i trattini in mezzo a parole sulla stessa riga. Se però avete necessità di dividere a tutti i costi una parola, inserite il trattino tenendo premuto anche il tasto CTRL. In questo modo il trattino sarà visibile solo se la parola si trova a fine riga e viene sillabata, altrimenti rimane invisibile.

Ritorno a capo forzato. Se volete forzare il ritorno a capo di un testo senza chiudere il paragrafo premete Shift+Invio.

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Struttura della tesi

In generale la tesi ha la seguente struttura:
Frontespizio - Indice generale - Corpo del testo - Appendici - Bibliografia
A volte possono esserci anche altre parti prima del corpo del testo come dedica/ringraziamento, elenchi di abbreviazioni o note di consultazione, oppure dopo il testo come Glossario e indice analitico.

Frontespizio
Nel frontespizio vanno riportate le stesse informazioni della copertina (anche graficamente) con in più, se richieste, le parole chiavi.
In linea generale, partendo dall’alto, vanno inseriti: l’università, la facoltà e il corso di laurea, il titolo, il nome del relatore e del controrelatore (se c’è), il nome del laureando ed infine l’anno accademico. In alcune facoltà è richiesto anche il numero di matricola.

Indice generale
La funzione principale dell’indice è quella di permettere la ricerca dei singoli argomenti esposti nel testo e di dare un quadro immediato del contenuto della tesi. Per questo nell’indice vanno inseriti tutti i titoli, con la dicitura identica a quella del testo, con il relativo numero di pagina.
In genere i titoli di diverso livello vengono fatti rientrare per evidenziare, anche graficamente, la struttura del testo.

Corpo del testo
Non ci sono indicazioni particolari per quanto riguarda il corpo del testo. In genere si utilizza una struttura a capitoli. Nelle tesi stampate in fronte/retro è bene cominciare i capitoli nelle pagine dispari (a destra) ma non vanno mai saltate le pagine. Per questo si possono inserire pagine bianche con il solo numero di pagina (ed eventualmente gli elementi nell’intestazione e piè di pagina).

Alcuni consigli in ordine sparso:
Nei Titoli vanno inseriti i segni di punteggiatura ma non va mai messo il punto finale.
La numerazione delle Note a piè di pagina, in genere, è progressiva fino alla fine del documento. Se, però, le note sono numerose è consigliabile ricominciare la numerazione ad ogni capitolo. In alternativa si possono usare le Note di chiusura, cioè in fondo al capitolo. Anche in questo caso è consigliabile ricominciare la numerazione ad ogni capitolo.
Se volete inserire le lettere accentate non presenti nella tastiera potete usare la Mappa Caratteri di windows (di solito si trova nel menù Avvio>Programma>Accessori>Utilità di sistema).

Bibliografia e riferimenti bibliografici
Generalmente le fonti bibliografiche sono inserite in ordine alfabetico per autore. In alcuni casi si possono utilizzare suddivisioni diverse (es.: testi, dizionari, riviste, ecc.) al cui interno, comunque, vanno inseriti gli autori in ordine alfabetico.
Ad essere pignoli il riferimento bibliografico (valido anche per le note) andrebbe battuto con il seguente schema: Autore, Titolo, Num. edizione (se diversa dalla prima), Luogo di pubblicazione, Editore, Anno di pubblicazione, (nelle note anche Numero di pagina).
In particolare:
Autore - Cognome, Nome. Se più di uno inserire un punto e virgola. (Potrebbe essere scritto in maiuscoletto)
Titolo - Titolo completo dell’opera. (in corsivo)
Per le riviste il titolo dell’articolo andrebbe normale tra virgolette, mentre il nome della rivista andrebbe in corsivo.
In realtà, difficilmente si trovano tesi (ed anche libri) scritte con tanta metodicità. L’importante è far capire bene, senza ambiguità, qual è la fonte.
Nelle note c’è poi il problema della ripetizione delle fonti, per cui nella stessa pagina si potrebbero trovare più riferimenti allo stesso libro.
In particolare, se il riferimento corrisponde esattamente a quello della nota precedente, anziché ripetere il riferimento si può usare il termine ivi, o più comunemente la forma latina ibidem. Se diverso, si può anche aggiungere il numero di pagina.
Quando il rimando è interrotto da una nota diversa, occorre ripetere il riferimento in forma ridotta, indicando il cognome e il titolo abbreviato.
Questa soluzione è migliore dell’utilizzo di op. cit. perché evita al lettore di cercare, anche molto indietro, qual’era il titolo dell’opera.

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L’argomento è evidentemente molto ampio ed è difficile concentrare l’infinità di consigli e approfondimenti inerenti la tesi di laurea. Per tutti i dubbi che vi sono rimasti, per eventuali correzioni a questo documento o per qualsiasi altra informazione potete contattarci al nostro indirizzo di posta elettronica: info@ilvolume.it.

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